5 set 2025
Realtà virtuale in ospedale: come la VR riduce ansia e dolore nei pazienti
La realtà virtuale è entrata negli ospedali come strumento terapeutico non farmacologico. Come funziona, quali sono le evidenze e dove si usa già.

Fino a pochi anni fa la realtà virtuale era associata ai videogiochi. Oggi è uno strumento clinico che ospedali di tutto il mondo — inclusi diversi ospedali italiani — utilizzano per ridurre ansia, stress e dolore nei pazienti.
Come funziona la VR terapeutica
Il principio neurofisiologico è semplice: il cervello ha risorse attentive limitate. Quando l'attenzione è assorbita da un'esperienza immersiva, meno risorse restano disponibili per elaborare stimoli dolorosi o ansiogeni. È il meccanismo della distraction therapy, amplificato dall'immersione totale che solo il visore può dare.
Dove si usa già
Oncologia: durante la chemioterapia e le infusioni prolungate.
Pediatria: per prelievi, medicazioni e procedure ambulatoriali.
Pre-chirurgia: per ridurre l'ansia pre-operatoria senza farmaci.
Terapia del dolore: come complemento ai trattamenti farmacologici.
Cosa dicono le evidenze
Diversi studi clinici mostrano riduzioni significative della percezione del dolore (fino al 30-50% in alcuni setting pediatrici) e dell'ansia pre-procedurale. Non sostituisce la terapia farmacologica, ma ne riduce la necessità e gli effetti collaterali.
Quali sono i prossimi passi
L'adozione sistematica richiede tre cose: contenuti validati clinicamente, integrazione nei workflow di reparto e formazione del personale. Tutti e tre gli elementi sono al centro di piattaforme come Lemons in the Room.