18 set 2025
Chemioterapia: come affrontarla meglio grazie alla realtà virtuale
La chemioterapia è una fase pesante del percorso oncologico. La realtà virtuale è uno strumento concreto per ridurre ansia, nausea anticipatoria e senso di isolamento durante le sedute.

Per chi sta iniziando un percorso di chemioterapia, la domanda più frequente non è solo "funzionerà?", ma "come farò ad affrontare tutte queste sedute?". È una domanda legittima e concreta. La risposta oggi include anche la realtà virtuale.
Cosa rende difficili le sedute di chemioterapia
La durata: un'infusione può richiedere 2-6 ore.
L'ansia anticipatoria: nausea e malessere iniziano prima ancora del farmaco.
L'ambiente: reparti spesso condivisi, stimoli clinici continui.
Il senso di passività: non c'è "niente da fare" durante la seduta.
Come la realtà virtuale aiuta
Il visore VR durante la chemioterapia fa tre cose insieme: distrae attivamente l'attenzione, riduce la percezione del tempo e abbassa i marker fisiologici dello stress. Studi clinici recenti documentano riduzioni misurabili di ansia, nausea e pressione arteriosa durante le sedute.
Cosa si vede nel visore
Contenuti come Telly's Bubbles — esperienze rilassanti pensate appositamente per la chemioterapia — accompagnano il paziente in ambienti naturali, con respirazione guidata e soundscape morbidi. Niente videogiochi, niente stimoli aggressivi.
È sicuro?
Sì. Il visore non interferisce con flebo, port o monitoraggi. È progettato per essere messo e tolto in 10 secondi. Se il paziente ha bisogno di parlare con l'infermiere, lo solleva e basta.
Come chiederlo al proprio ospedale
Se il vostro reparto non offre ancora questo servizio, parlatene con il medico di riferimento o con il coordinatore infermieristico. Sempre più ospedali stanno integrando la VR terapeutica, e una richiesta diretta del paziente è spesso il primo passo verso l'adozione.